9) Weber. La necessit dei presupposti.
Max Weber (1864-1920) sociologo tedesco, ha elaborato una serie di
metodologie di approccio al fenomeno sociale che hanno avuto
grande influenza sulla cultura del nostro secolo. Molto importanti
anche il suo giudizio sul razionalismo, legato alla modernit, che
sta portando ad un mondo disincantato e arido.
In questa lettura egli esprime la sua convinzione che i
presupposti siano necessari per dare un significato, quindi per
rendere possibile la stessa conoscenza, la quale altrimenti non
potrebbe uscire dal caos.
M. Weber, Die Objektivitt sozialwissenschaftlischer und
sozialpolitischer Erkenntnis, in Gesammelte Aufstze zur
Wissenschaftslehre; traduzione italiana, L'oggettivit 
conoscitiva della scienza sociale e della politica sociale, in Il
metodo delle scienze storico-sociali, a cura di P. Rossi, Einaudi,
Torino, 1958, pagine 90-92.

 Noi impieghiamo [...] quei concetti, che ci offre la ricerca
degli enti generici dei fenomeni economici di massa, come mezzo di
rappresentazione, e ci nella misura in cui vi sono contenuti
elementi della nostra cultura forniti di significato; ma il fine
del nostro lavoro non  conseguito mediante una rappresentazione,
per quanto precisa, di quei concetti e di quelle leggi, poich al
contrario la questione di che cosa deve esser fatto oggetto di
un'elaborazione di concetti di genere non pu venir decisa senza
presupposti, bens deve essere decisa proprio in riferimento al
significato che posseggono per la cultura determinati elementi di
quella molteplicit infinita, che noi diciamo circolazione. Noi
aspiriamo alla conoscenza di un fenomeno storico, cio di un
fenomeno fornito di significato nel suo carattere specifico. E -
questa  la cosa decisiva - soltanto in base al presupposto che
esclusivamente una parte finita dell'infinito numero dei fenomeni
risulta fornita di significato, acquista un senso logico il
principio di una conoscenza dei fenomeni individuali in genere.
Noi ci troveremmo perplessi, anche se fossimo provvisti della pi
completa conoscenza possibile di tutte le leggi del divenire, di
fronte a questa questione: come  possibile in genere la
spiegazione causale di un fatto individuale - poich gi una
descrizione anche della pi piccola sezione di realt non pu mai
essere pensata come esaustiva? Il numero e il tipo delle cause,
che hanno determinato qualsiasi avvenimento individuale,  infatti
sempre infinito, e non c' una caratteristica insita nelle cose
stesse per isolarne una loro parte, che venga essa sola presa in
considerazione. Un caos di giudizi esistenziali sopra infinite
osservazioni particolari sarebbe il solo esito a cui potrebbe
recare il tentativo di una conoscenza della realt che fosse
seriamente priva di presupposti.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume I, pagina 379.
